Come ottimizzare le campagne ADV per Google Discover
Negli ultimi anni, Google Discover è diventato uno dei canali più interessanti per chi desidera intercettare nuovi pubblici e aumentare la propria brand awareness. Tuttavia, ottimizzare le campagne ADV per questa piattaforma richiede strategie mirate e una profonda comprensione delle sue dinamiche. In questo articolo, ti guiderò passo dopo passo su come sfruttare al meglio le potenzialità di Google Discover, con consigli pratici, esempi e una panoramica su errori comuni da evitare.
Cos'è Google Discover e come funziona
Google Discover è una funzionalità integrata nell'app Google e nella homepage mobile di Google, progettata per offrire agli utenti un flusso personalizzato di notizie, articoli e contenuti visivi in base ai loro interessi e comportamenti di navigazione.
Un feed personalizzato per ogni utente
La forza di Google Discover risiede nella personalizzazione: il feed viene aggiornato dinamicamente sfruttando l’intelligenza artificiale e il machine learning per proporre contenuti che rispondono alle preferenze e alle ricerche precedenti di ciascun utente. Secondo dati ufficiali Google, Discover raggiunge più di 800 milioni di utenti attivi mensili a livello globale, rendendolo un canale estremamente interessante per chi vuole espandere la propria audience.
Come viene popolato il feed
I contenuti che compaiono su Discover sono selezionati sulla base di:
- Attività di ricerca recente
- Interazione con app e servizi Google
- Preferenze esplicite indicate dall’utente
- Localizzazione e dati demografici
Questa combinazione permette agli inserzionisti di raggiungere utenti in fase di scoperta, ovvero quando sono più ricettivi verso nuovi brand e offerte, ma non hanno ancora espresso un’intenzione di acquisto concreta.
Formati ADV compatibili
Non tutti i formati pubblicitari sono adatti a Google Discover. È fondamentale conoscere le opzioni disponibili per massimizzare l’impatto delle proprie campagne.
Discovery Ads: la scelta principale
Gli annunci Discovery sono il formato nativo pensato per Google Discover e altre proprietà Google, come YouTube Home e Gmail Promotions. Questi annunci si presentano come card visive, integrate nel feed, e sono progettati per essere non invasivi ma altamente coinvolgenti.
- Immagini di alta qualità: sono fondamentali per attirare l’attenzione. Le dimensioni consigliate sono 1200x628 pixel (orizzontale) e 1200x1200 pixel (quadrata).
- Titolo e descrizione: il testo deve essere breve, chiaro e stimolare la curiosità. Google consiglia di utilizzare almeno 3 titoli e 3 descrizioni per permettere al sistema di testare le migliori combinazioni.
- Logo aziendale: deve essere caricato in formato 1:1, almeno 128x128 pixel.
- Call to Action (CTA): anche se Google limita le CTA esplicite, è importante guidare l’utente con messaggi persuasivi nel copy.
Non solo Discover: copertura ampliata
Una campagna Discovery non si limita al solo feed Discover, ma raggiunge anche:
- Gmail (tab Promozioni e Social)
- Home di YouTube
Questo consente di amplificare la copertura e intercettare gli utenti in diversi momenti del customer journey.
Consigli di targeting e creatività
Per ottenere risultati concreti su Google Discover, è essenziale combinare un targeting preciso con una creatività efficace. Di seguito ti condivido le strategie che, nella mia esperienza, hanno portato i migliori risultati.
Targeting: come raggiungere il pubblico giusto
Google Discover non permette il targeting per parole chiave come nella Search; si basa su segmenti di pubblico e segnali comportamentali.
- Segmenti di pubblico personalizzati: puoi creare audience basate su interessi, dati demografici, intenzioni d’acquisto e comportamenti online. Ad esempio, se vendi prodotti fitness, puoi targettizzare utenti che hanno recentemente visitato siti di attrezzatura sportiva o cercato programmi di allenamento.
- Remarketing: sfrutta la possibilità di raggiungere chi ha già interagito con il tuo sito o app, aumentando le probabilità di conversione.
- Esclusioni: ricorda di escludere segmenti poco rilevanti per evitare sprechi di budget (ad esempio, utenti che hanno già acquistato di recente).
Un esempio concreto: un cliente del settore automotive ha segmentato il pubblico includendo utenti interessati a “auto ibride” e “mobilità sostenibile”, ottenendo un tasso di interazione superiore del 35% rispetto a un targeting generico.
Creatività: come distinguersi nel feed
La creatività è il vero elemento differenziante su Google Discover. Ecco alcuni consigli pratici:
- Immagini autentiche e contestualizzate: evita i classici stock photo, prediligi visual che raccontano una storia e rispecchiano il brand.
- Testo breve e diretto: il titolo deve essere incisivo, la descrizione deve amplificare il messaggio senza risultare prolissa.
- Personalizzazione: adatta la creatività ai diversi segmenti di pubblico, variando immagini e messaggi.
- Sperimenta con A/B test: prova diverse combinazioni di immagini, titoli e descrizioni per individuare le varianti più performanti.
- Storytelling: utilizza il potere della narrazione, anche in poche righe, per creare una connessione emotiva. Ad esempio: “Scopri come Mario ha rivoluzionato la sua routine grazie ai nostri integratori naturali.”
Ricorda che, secondo i dati di Google, gli annunci Discovery con immagini di qualità ottengono in media un tasso di clic superiore del 20% rispetto a quelli con immagini generiche.
Analisi dei risultati
Uno degli aspetti più importanti nell’ottimizzazione delle campagne ADV su Google Discover è la misurazione delle performance. In questa sezione ti mostro come monitorare e interpretare i dati per prendere decisioni informate.
Principali metriche da monitorare
- CTR (Click-Through Rate): indica la percentuale di utenti che hanno cliccato sull’annuncio rispetto alle visualizzazioni. Un CTR basso può suggerire che la creatività non è abbastanza accattivante.
- CPM (Costo per Mille Impression): utile per valutare la competitività e la pressione pubblicitaria nel settore di riferimento.
- CPC (Costo per Click): aiuta a capire la sostenibilità della campagna rispetto al budget disponibile.
- Conversion Rate: fondamentale per misurare l’efficacia in termini di lead o vendite generate.
- View-Through Conversions: conversioni avvenute dopo aver visualizzato (ma non cliccato) l’annuncio, che su Discover possono essere rilevanti.
Strumenti di analisi consigliati
Per una visione completa ti consiglio di integrare:
- Google Ads: dashboard nativa per monitorare campagne, gruppi di annunci e creatività.
- Google Analytics 4: per tracciare il comportamento post-click e le conversioni sul sito.
- Looker Studio: per creare report personalizzati e condivisibili con il team o i clienti.
Ottimizzazione continua
L’ottimizzazione deve essere un processo costante. Ti consiglio di:
- Analizzare i dati settimanalmente, individuando pattern e anomalie
- Sospendere le creatività meno performanti, reinvestendo il budget sulle varianti migliori
- Testare nuove audience e segmenti di pubblico per ampliare la reach
- Monitorare la frequenza di visualizzazione per evitare la saturazione dell’utente
Esempio pratico: in una campagna per un e-commerce di abbigliamento, abbiamo notato che le immagini con modelli in contesti urbani avevano un CTR del 2,4%, mentre quelle con sfondi neutri non superavano l’1,2%. Sostituendo le creatività, il costo per acquisizione è diminuito del 18% in due settimane.
Errori da evitare
Nonostante le grandi potenzialità, molte campagne su Google Discover falliscono a causa di errori ricorrenti. Ecco quelli che, secondo la mia esperienza, possono compromettere i risultati e come evitarli.
1. Sottovalutare la qualità delle immagini
Immagini poco curate, tagliate male o non ottimizzate per mobile possono ridurre drasticamente le performance. Investi tempo nella produzione di visual ad hoc e verifica sempre l’anteprima prima della pubblicazione.
2. Targeting troppo ampio o troppo restrittivo
Un targeting generico rischia di disperdere il budget, mentre uno troppo restrittivo limita la reach. Il consiglio è di partire da segmenti “ampio ma rilevanti” e affinare progressivamente sulla base dei dati raccolti.
3. Non testare abbastanza creatività
Affidarsi a una sola variante di annuncio